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L'unico modo possibile per elaborare, rappresentare e diffondere informazioni che sostenga uguaglianza e partecipazione è la condivisione dei saperi e degli strumenti per produrli.

Digital Divide PDF Stampa E-mail
Scritto da Admin   
mercoledì 12 luglio 2006

Con il termine digital divide (frattura digitale), si identifica la nuova forma di disuguaglianza ed emarginazione, sorta con l'avvento della società dell'informazione. È il divario esistente tra chi ha accesso alle tecnologie informatiche e a tutto ciò che ne consegue e chi non può accedervi per vari motivi.

Non è un fenomeno circoscritto ai paesi più poveri o legato esclusivamente allo status economico. Si può avere un cattivo accesso e utilizzo delle risorse informatiche, sempre più sinonimo di conoscenza e accesso ai saperi, sia per motivi puramente materiali (disponibilità e qualità dell'hardware, infrastrutture di comunicazione, accesso alle ICT, ecc.), che per la mancata conoscenza degli strumenti informatici per comunicare, lavorare e sviluppare le proprie attività. Parlare di digital divide, studiarne le ragioni ed identificare in che modo si possano utilizzare le risorse della rete per creare uno sviluppo più partecipativo e solidale, significa anche creare i presupposti per avere una società diversa, più consapevole e attiva.

E' un problema socio-politico che cresce con la dipendenza dalle tecnologie digitali e si manifesta sotto vari aspetti. Recentemente il dibattito si sta spostando dagli aspetti puramente tecnologici, alla problematica della preparazione e capacità dell'utente medio.

Il digital divide riflette le complesse divisioni economiche presenti nel mondo, sulle quali viene acuita la frattura di sviluppo:

- paesi con maggiore accesso alla tecnologia possono avanzare su una scala locale e globale;
- il lavoro e la formazione sono legati ad Internet;
- senza formazione non si può competere in un'economia globale;
- aumenta lo scarto verso i paesi ricchi che avanzano in conoscenza ed economia.

 

Chi colpisce il digital divide?

Com'è logico supporre, è colpita in particolar modo la grande maggioranza della popolazione dei paesi in via di sviluppo, per i quali l'assenza (o la scarsità) di materiale informatico s'aggiunge alle altre, gravissime, mancanze. Nei paesi cosiddetti sviluppati sono molte le categorie di persone che subiscono, il più delle volte inconsapevolmente, i danni del digital divide. Anziani, migranti, detenuti, precari, disoccupati, disabili e in generale tutti coloro che per cultura, reddito od esclusione sociale vengono tenuti ai margini della società dell'informazione.

 

Cosa fa Binario Etico per ridurre il digital divide?

Binario Etico crede fermamente che esistano soluzioni per ridurre il digital divide e che debbano essere adottate da singoli, associazioni e imprese, ma anche da istituzioni, governi ed enti locali che credono nel libero accesso ai saperi. Il problema  del digital divide viene affrontato da Binario Etico da un punto di vista sia tecnico che sociale. Il trashware è la nostra soluzione per offrire computer efficienti e a basso costo a chi si rende conto che quelli di ultima generazione sono il più delle volte inutilmente sofisticati e potenti per le necessità dell'utente comune. Per questo promuoviamo l'uso del Software Libero in quanto crediamo nel lavoro cooperativo e nella libertà di utilizzare e modificare i software secondo le esigenze di tutti.

Ultimo aggiornamento ( martedì 28 agosto 2007 )
 
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